• Protocollo operativo
  • Effetti
  • Bibliografia


  • Quec Phisis Quantum Electrodinamic Catalysis

    Quec Phisis
    La magnetoterapia è in uso nella pratica clinica ormai da molti anni nelle applicazioni terapeutiche che ne sfruttano l’effetto antiflogistico ed antiedemigeno e come stimolante nella riparazione tissutale (patologie dell’apparato muscolo-scheletrico, malattie dell’apparato vascolare, dermatologia, etc.).

    La moderna biologia cellulare è stata in grado di identificare le complesse catene di reazioni chimiche che corrispondono ai diversi effetti biologici. Molti esperimenti, condotti sin dagli anni ’80 hanno mostrato l’insorgere di effetti biologici quando viene applicato un campo magnetico, di debolissima frequenza (campi E.L.F., acronimo di Extremely Low Frequency). I segnali emessi da questa erogazione di energia di debole intensità sono in grado di attrarre le specie ioniche nei luoghi in cui avvengono le reazioni (ionorisonanze ciclotroniche).

    Successive ricerche della fisica moderna, in particolare della teoria quantistica dei campi, indicano il campo elettromagnetico come lo strumento principale in grado di fornire ordinamento e trasporto di informazioni nella materia vivente. In conseguenza di questo ordinamento, le molecole non sono più soggette ad un regime completamente caotico dovuto alla sola agitazione termica ma seguono una dinamica ben descritta dal campo elettromagnetico e dalle forze da esso generate.

    È evidente, dunque, che esiste un meccanismo in grado di giustificare l’effetto biologico di deboli campi magnetici di bassa frequenza. Si tratta di un meccanismo altamente selettivo che agisce sui singoli ioni i quali si comportano, all’interno dei sistemi biologici come vere e proprie antenne in grado di captare deboli, ma precisi, segnali elettromagnetici. Questi segnali possono influire sulla dinamica dell’attraversamento delle membrane cellulari così come sulla attivazione delle catene enzimatiche attraverso la sollecitazione degli ioni metallici che caratterizzano i diversi metallo-enzimi. La grande selettività del meccanismo consente l’utilizzo di deboli intensità , anzi, i campi variabili perdono di efficacia quando sono di intensità maggiore di alcune volte il campo statico (nelle nostre applicazioni il campo geomagnetico).

    Le onde emesse dalla tecnologia QUEC PHISIS(TM) (Quantum Electrodinamic Catalysis), modificano la steresi di alcuni substrati enzimatici (metallo-enzimi, enzimi metallo-attivati) mettendoli in condizione di attivarsi.

    Queste scoperte sono state possibili a partire dalla constatazione che le molecole, negli organismi viventi, non si muovono in maniera casuale come avviene nei componenti di un’insieme gassoso ma secondo un ordine che è proprio della materia coerente. Per attivare la funzione catalitica la molecola dell’enzima metallo attivato deve modificare la sua configurazione elettronica per includere lo ione e per attrarre la molecola da catalizzare.

    I campi erogati con la tecnologia QUEC PHISIS(TM) sono in grado di pilotare le reazioni di catalisi enzimatica.