Descrizione Progetto

Come prima cosa andiamo a specificare un aspetto molto importante.
C’è un grande interesse verso la magnetoterapia, lo vediamo dall’elevato numero di ricerche che, oramai da anni, vengono effettuate su Google, vediamo che moltissime pagine in cui se ne parla la magnetoterapia viene descritta come una pratica di medicina alternativa.
Noi di Quec Phisis ci teniamo ad affermare con forza che gli strumenti per la magnetoterapia sono a supporto della medicina tradizionale, è che se visti sotto questa angolatura danno dei vantaggi cospicui in molte cure.

LA IONORISONANZA CICLOTRONICA, CAMPI INFINITAMENTE DEBOLI PER GRANDI RISULTATI

Eccoci arrivati a un punto fondamentale: la ionorisonanza ciclotronica è un particolare tipo di magnetoterapia che consente agli ioni presenti nell’acqua extracellulare di entrare all’interno della membrana stessa. Questo importante salto nell’evoluzione della magnetoterapia a bassa frequenza avviene tra gli anni 1980 con gli studi dei fisici l’americano A.Liboff e del russo M.Zhadin.

Liboff studiando le colture cellulari delle ossa osservò che gli ioni calcio (Ca++) che si trovavano nelle vicinanze delle membrane cellulari, quando venivano irradiati con dei deboli campi pulsati e una frequenza pari a 35,8 Hertz parallela alla direzione del campo magnetico terrestre di 40 microTesla (µT), gli ioni calcio riuscivano a superare le barriere delle membrane cellulari e a penetrare al loro interno.

Nel 1998 Zhadin dimostra in laboratorio lo studio di Liboff. Una provetta contenente una soluzione acquosa di acido glutammico (uno degli amminoaci più presenti nel corpo umano) viene sottoposta all’azione di due campi magnetici diversi: il primo statico dell’intensità del campo magnetico terrestre di 40 microTesla (µT), il secondo magnetico pulsato con frequenza di risonanza del calcio pari a 35,8 Hz ma di intensità debolissima variabile fra i 10 nT e gli 80 nT (il simbolo nT corrisponde al nanoTesla, una grandezza pari a un millesimo del microTesla, ovvero pari ad un millesimo circa dell’intensità del campo magnetico terrestre).
Al variare dell’intensità del campo pulsato, Zhadin osserva che non appena veniva raggiunto il valore tipico della frequenza di ciclotrone del calcio, un amperometro collegato al sistema registrava un aumento della corrente ionica pari a circa il 30 percento. La variazione del flusso ionico cessava non appena l’intensità del campo pulsato superava la soglia di 80 nT.

A.Liboff e M.Zhadin 1984 – Incremento corrente ICR attraverso l’acido glutammico. Esperimenti replicati da Prometeo Srl al CNR Padova

Da un punto di vista strettamente clinico, l’accettazione della ionorisonanza ciclotronica da parte della Food and Drug Administration sancì la possibilità di utilizzare le evidenze degli studi di Liboff in ambito medico. Grazie poi agli esperimenti di Zhadin si riuscirono a perfezionare le tecniche per la sua applicazione.

I dispositivi realizzati per l’erogazione delle precise onde elettromagnetiche avviene tramite o puntalini o stuoie dove all’interno sono disposte diverse tipi di bobine per generare il campo elettromagnetico; esistono diverse forme di solenoidi, generalmente hanno una forma piatta circolare o rettangolare.

La difficoltà di erogare i valori di ionorisonanza ciclotronica sta proprio nel fatto di riuscire ad erogare i precisi i valori teorici ottenuti in laboratorio, in ambienti esterni dove il campo magnetico terrestre e l’inquinamento magnetico di tutte le apparecchiature moderne disturbano il debolissimo segnale richiesto.

Inoltre rimaneva da giustificare il motivo per cui la variazione del flusso ionico scomparisse non appena l’intensità del campo pulsato superava la soglia di 80 nT. In altre parole, quello che ancora mancava era una spiegazione teorica che riuscisse a comprendere i risultati sperimentali in un quadro più generale. Ed è esattamente a questo punto che, nella storia della Medicina Quantistica, compaiono per la prima volta i nomi dei fisici italiani Emilio Del Giudice e di Giuliano Preparata e Getullio Talpo.

SIAMO FATTI DEL 99% DI ACQUA

Preparata e Del Giudice sul finire degli anni Ottanta, avevano cominciato a studiare i comportamenti elettromagnetici dell’acqua e avevano proposto una serie di nuove teorie sulle soluzioni coerenti della Elettrodinamica Quantistica in presenza di sistemi acquosi. Ma cosa significa “sistema coerente”, “Elettrodinamica Quantistica”?

Dal punto di vista scientifico, un sistema è coerente quando è caratterizzato da una forte coesione fra le parti che lo compongono; quindi, è fortemente unito.
Quando l’acqua si trova in uno stato naturale di equilibrio, i suoi dipoli elettrici sono in un regime di incoerenza: sono, cioè, disposti in modo disordinato con legami di tipo elettrostatico. Quando però l’acqua risulta immersa in un campo elettromagnetico, i dipoli si orientano fra loro passando a quello che viene definito come un regime di coerenza.

In quest’ultima condizione, i dipoli dell’acqua oscillano tutti in fase. Questo comportamento poteva essere correlato all’effetto osservato e quindi poteva essere utilizzato come base per la costruzione della teoria dei “Domini di Coerenza” dell’acqua ovvero la possibilità che l’acqua, in forma liquida, possa mantenere un’impronta elettromagnetica delle sostanze con cui è precedentemente entrata in contatto.

Quando Preparata, Del Giudice e Talpo utilizzano l’acronimo QUEC – Coherent Quantum Electrodynamics, o Elettrodinamica Quantistica Coerente – fanno riferimento a questo tipo di logiche elettromagnetiche evidenziate dall’acqua organizzata in domini di coerenza.

Ma torniamo al corpo umano: tutte le 10 miliardi di cellule in un corpo umano sono sono soggette alla stimolazione elettromagnetica come quella dimostrata con l’esperimento di Mikhail Zhadin: ci sono degli ioni, calcio (Ca+ +), sodio (Na+), potassio (K+), cloro (Ci—), …, strutture organiche di piccole dimensioni: enzimi, ormoni, proteine polari, amminoacidi in soluzione, e così via. Si tratta quasi sempre di elettroliti deboli.
Ci sono poi cellule che hanno una diversa concentrazione di carica tra la doppia membrana lipidica che separa l’ambiente intracellulare da quello extracellulare. In ogni cellula devono transitare precise quantità di elementi carichi elettricamente, non soltanto per gestire il proprio metabolismo ma anche per mantenere l’opportuna polarità di membrana e infine per ‘comunicare’ con il contesto in cui è inserita.

E l’acqua? In media l’acqua rappresenta circa il 70% della massa totale. La massa però non è una variabile biologica significativa: negli incontri chimici quello che conta è il numero delle molecole, non quanto pesano. La molecola d’acqua è leggera: nella scala delle masse molecolari pesa 18. Le proteine invece possono pesare centinaia, le più grosse anche migliaia. E anche le altre molecole organiche pesano molto. Dunque se noi ci trasferiamo dalle masse al numero delle molecole, cioè consideriamo quello che i chimici chiamano le concentrazioni molari, allora l’acqua è il 99% di tutte le molecole. Su 100 molecole dell’organismo vivente, 99 sono d’acqua.
E tutte le altre, cioè le proteine, gli acidi nucleici, ormoni, vitamine, grassi e così via, sono l’1%.
Come mai i biologi e i biochimici si sono concentrati sull’1% e attribuiscono un’importanza minore al 99%? Come mai solo l’1% sono considerate molecole rispettabili e meritevoli di attenzione e il 99% non è considerato importante?

Tutta quest’acqua che abbiamo nell’organismo non è un mero solvente.
In una soluzione diluita – noi tecnicamente saremmo una soluzione diluita, dove c’è l’1% di molecole immerse nel 99% di solvente – se io passo dall’1% al 2% non cambia molto. Se faccio la stessa cosa in un organismo vivente, cambia tutto, l’organismo muore. Noi andiamo in disidratazione non quando perdiamo tutta la quantità di acqua ma quando ne perdiamo anche una piccola frazione, rispetto al totale. Allora vuol dire che l’acqua ha una funzione diversa.
L’acqua, nell’organismo umano è quindi una combinazione di una frazione ‘coerente’ e di una ‘non coerente’. A seconda del livello di coerenza dell’acqua di un particolare distretto biologico (una delle zone del corpo), tutti i processi chimici, elettrochimici e metabolici cambiano la loro dinamica, con conseguenti ripercussioni sull’intero organismo. Quando il livello di coerenza cala, vi è un rallentamento dei processi metabolici e la conseguente possibilità che si sviluppino delle patologie.

L’ULTIMA RISPOSTA: LA TECNOLOGIA QUEC PHISIS

La tecnologia prodotta, brevettata e messa a punto dai fisici Del Giudice e Talpo è la QUEC PHISIS.
È il risultato della somma delle ultime ricerche della magnetoterapia. Qual è la differenza rispetto gli altri dispositivi?

  • Un raffinato dispositivo elettronico permette di selezionare tutte le forme d’onda per ogni tipo di ione in modo tale da interagire con i distretti metabolici interessati.
  • Le 4 grandi bobine risonanti di Helmotz garantiscono una copertura dell’intero corpo del paziente, che diventa il nucleo attivo del sistema QPS1 per irradiare al meglio le onde ELF, che altrimenti andrebbero disperse, riducendone la loro efficacia.
  • Il rumore di fondo geomagnetico viene costantemente misurato tramite un sensore molto preciso; in base all’intensità del campo geomagnetico il dispositivo QUEC PHISIS modula la giusta potenza teorica in modo preciso ed efficace per ottenere il beneficio terapeutico scelto.
  • Il controllo dell’erogazione eseguita nella persona avviene con la lettura impedenziometrica: attraverso 4 sensori applicati alla persona è possibile monitorare il valore di riferimento della differenza di potenziale elettrico delle cellule per ottenere utili informazioni sul rapporto fra la massa grassa e la massa muscolare, la quantità totale di liquidi presenti nel corpo e la loro distribuzione all’interno o all’esterno delle cellule.

La QUEC PHISIS QPS I invia segnali elettromagnetici precisi e specifici, in modo tale da interagire con i distretti metabolici interessati all’alterazione. Analizzando di volta in volta le specifiche sintomatologie, quindi, è possibile risalire al macrosistema in sofferenza e una volta individuato, indirizzare correttamente la QUEC PHISIS QPS1 per ripristinare la coerenza del distretto».

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